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Portatori di diritto
Il 10 dicembre scorso si è celebrata in tutto il mondo la giornata dei diritti degli animali. La Provincia di Milano ha voluto sottolineare l'importanza di questa ricorrenza con un Consiglio aperto dedicato al Benessere degli Animali.
3 febbraio 2012 - Elisabetta Pajè
Fonte: Argos - febbraio 2012
Il rapporto tra esseri umani e animali è uno dei temi culturali e filosofici maggiormente dibattuti negli ultimi anni, ispirando varie scuole di pensiero. Il motivo di questo interesse si fonda sulla necessità di stabilire alcuni punti fermi sul comportamento morale e giuridico degli esseri umani nei confronti dei non umani e di arrivare a stabilire quali dei nostri diritti fondamentali (come il diritto alla vita, alla libertà e all'equo trattamento) possano essere estesi alle altre specie animali. A prima vista può sembrare un tema relativamente nuovo, ma l'idea che gli animali debbano godere di diritti ha radici antiche. Prima di Tom Regan, Peter Singer, considerati gli ispiratori del movimento per i diritti animali, se ne erano occupati filosofi, pensatori e scienziati come Pitagora, Montaigne, Leonardo Da Vinci, Voltaire, Jeremy Bentham, Lev Tolstoi, Schopenauer e Kant. In ogni periodo storico c’è stato chi si è interessato al tema degli animali e in particolare agli aspetti etici della relazione tra la nostra e le altre specie.
Le tappe storiche
Tuttavia il primo riconoscimento istituzionale è arrivato solo nel 1978, con l'approvazione a Parigi, presso la sede dell’Unesco, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, redatta dalla Lega Internazionale dei Diritti dell’Animale.
Per la prima volta, in un documento sono state messe nero su bianco indicazioni precise che propongono un nuovo e rivoluzionario atteggiamento nel modo di intendere la relazione tra esseri umani e animali: questi ultimi non sono più intesi come oggetti da sfruttare per gli interessi dell’uomo, ma come soggetti portatori di diritti. Un primo passo di carattere etico politico che ha dato inizio a un percorso lungo e difficile, se pensiamo che ancora oggi molti dei diritti fondamentali (come quello contro la sperimentazione e la vivisezione) non sono ancora stati pienamente riconosciuti.
Fino all'inizio degli anni novanta, tuttavia, nessun ordinamento giuridico occidentale ha provato ad applicare quanto sancito nella Dichiarazione che è rimasta a tutti gli effetti una carta di intenti oltre che uno stimolo al dibattito. Nel 1992 ci ha pensato la legislazione svizzera ad aprire la strada, riconoscendo agli animali lo status di “esseri” anziché di “cose”. Dieci anni dopo, il Parlamento tedesco ha votato l'inserimento della parola “animali” nella Costituzione obbligando al medesimo rispetto e protezione dovuti agli esseri umani. L'Italia è arrivata nel 2004 a inserire nel proprio ordinamento giuridico una norma sul maltrattamento degli animali, alla quale ne sono seguite altre, come quella sul randagismo che vieta la soppressione dei cani randagi e detta le norme per la salute dei gatti che vivono nelle oasi feline.
Nel 2008, ventisette paesi dell’Unione europea, hanno firmato un nuovo trattato in cui gli animali vengono riconosciuti ufficialmente dal punto di vista giuridico come esseri senzienti.
Piano piano si sta così consolidando l’idea che gli animali debbano essere presi in considerazione per le loro caratteristiche e non soltanto per la loro utilità. Tuttavia la nuova Direttiva ha fatto molto parlare, generando non pochi malumori soprattutto per la parte relativa alla possibilità di compiere test sui randagi. L'aspetto che ha maggiormente deluso quanti vorrebbero abolire l’utilizzo degli animali nella ricerca è legato alla scarsa rilevanza riconosciuta ai molti metodi scientifici di ricerca che non ricorrono agli animali.
L'impegno della Provincia di Milano
Quest'anno la Provincia di Milano, su suggerimento dell'Ufficio Diritti Animali, ha voluto dedicare una seduta solenne al benessere animale. Una seduta del consiglio aperta a tutti, alla quale sono stati invitati a parlare Roberto Marchesini e Enrico Moriconi, entrambe molto attivi sui temi dei diritti animali. Durante la seduta sono stati illustrati i progetti (50 in tutto) che l'Ufficio Diritti Animali (UDA), animato da Claudia Ciotti, ha organizzato e patrocinato negli ultimi 24 mesi. Iniziative di sensibilizzazione che hanno coinvolto oltre 8000 persone sul territorio provinciale. Al termine della seduta è stata presentata una mozione approvata all'unanimità dove il Consiglio si impegna a diffondere sul proprio territorio “la cultura animalista intesa come cultura del rispetto, individua infatti nella tutela degli animali uno strumento finalizzato a ottenere una serena convivenza di tutti gli esseri viventi, in particolare i più deboli, a favorire la corretta convivenza tra esseri umani e animali anche al fine di tutelare la salute pubblica promuovendo e sostenendo iniziative rivolte alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici.”
Un anno per loro
Conferenze, raduni, staffette, corsi e sfilate. Tra i molteplici eventi sponsorizzati anche la rassegna Settembre a sei zampe, con Ritratto a 6 zampe, di cui è stato presentato durante il Consiglio aperto il catalogo "Ritratti di famiglia" realizzato da MyUrbanDog con le foto di Silvia Amodio.





